La moda li fa e la moda li distrugge: perché ChatGPT sta venendo abbandonato in seguito al movimento QuitGPT.
Come sappiamo negli ultimi anni è completamente esploso il mondo dell’IA, che ha cambiato e non sempre in meglio il nostro mondo. Con l’esplosioni dei grandi modelli di LLM e la ricerca continua della creazione di una Intelligenza Artificiale Generativa, ecco che molte attività, pratiche e persino lavori che prima ritenevamo solidi e sicuri sono spariti.
A guidare questa rivoluzione, nel bene e nel male, è stata OpenAI con il suo prodotto di punta, ormai famoso in ogni angolo del pianeta: ChatGPT. Primo modello a diffondersi in modo capillare in tutto il mondo, per tanti semplicemente IA e ChatGPT sono termini completamente sovrapponibili.
Attenzione però perché le cose sono cambiate: oggi c’è maggiore consapevolezza, maggiore attenzione, più conoscenza e soprattutto più scelta. E per questo il trend QuitGPT, ovvero abbandonare ChatGPT, sta diventando sempre più diffuso.
C’è infatti un nuovo numero uno nell’App Store USA e si chiama Claude. L’app di Anthropic ha fatto il colpaccio, scalzando ChatGPT dalla vetta dei download gratuiti. Non si tratta solo di una questione di funzioni tecniche, ma di tempismo e reputazione.
Mentre OpenAI è finita nel tritacarne mediatico negli ultimi anni per il caso della voce troppo simile a quella di Scarlett Johansson e per l’addio di figure chiave del team sicurezza, nonché per alcune regole non chiarissime in fatto di privacy, gli utenti hanno iniziato a guardarsi intorno.
Anthropic, fondata proprio da ex dipendenti OpenAI, ha sempre puntato tutto sull’idea di un’intelligenza artificiale “etica” e attenta alla sicurezza. Questo posizionamento sta pagando: molti trovano le risposte di Claude più naturali e meno impostate rispetto alla concorrenza. Il sorpasso dimostra che il pubblico non cerca più solo potenza di calcolo, ma inizia a premiare la trasparenza e la coerenza dei valori aziendali.
Se ChatGPT ha avuto il merito di aprire le danze, Claude sta dimostrando che per restare primi serve la fiducia della gente, non solo gli algoritmi. Per OpenAI è un campanello d’allarme pesante: la supremazia tecnologica non basta più a nascondere le critiche sui metodi di sviluppo e sulla gestione della privacy.
Il mercato sta cambiando faccia e sempre più persone stanno imparando rischi e pericoli nell’uso continuo di questa tecnologia.