Stiamo già trasformando rifiuti di plastica in ottimo aceto: l’invenzione

Una rivoluzione totale per il mondo dell’economia circolare con una nuova invenzione che perette di recuperare i rifiuti di plastica e trasformarli in qualcosa di molto diverso.

Non è certamente un bel momento per la nostra piccola biglia blu sospesa nell’universo. Viviamo infatti su un pianeta che è tanto speciale, unico e raro quanto distrutto, sporco, inquinato e messo sempre peggio. Purtroppo le attività umane stanno intaccando in maniera sempre più visibile, calcolabile e catastrofica la vita della Terra e sulla Terra, rendendo l’ambiente sempre meno salubre e vivibile.

Plastica aceto
Stiamo già trasformando rifiuti di plastica in ottimo aceto: l’invenzione – Nokiovo.it

Con l’industrializzazione sempre maggiore e i rifiuti tossici e altamente pericolosi che produciamo ogni giorno, ecco che stiamo finendo lo spazio dove nascondere i nostri errori e il prezzo da pagare per la voracità del nostro consumismo. Fortunatamente si cercano sempre nuovi modi per combattere l’inquinamento e provare a rallentare, se non ribaltare, la situazione.

Ebbene ora c’è una nuova tecnologia che permette di utilizzare rifiuti tossici fatti in plastica per creare delle sostanza assai meno inquinanti e pericolose per l’ambiente di tipo acetico.

Come si sta trasformando la plastica in aceto

Stiamo parlando della possibilità mai avuta prima di trasformare i rifiuti plastici, in particolare il polietilene ovvero la plastica più comune al mondo, in acido acetico utilizzando esclusivamente l’energia solare. Questa tecnologia, sviluppata da ricercatori d’avanguardia del team della Nanyang Technological University di Singapore, affronta contemporaneamente due emergenze globali: l’inquinamento da microplastiche e la necessità di processi chimici decarbonizzati.

Plastica spazzatura
Come si sta trasformando la plastica in aceto – Nokiovo.it

L’intero processo dipende da una nuova tecnica di fotocatalisi. Tradizionalmente, riciclare chimicamente la plastica richiede temperature elevatissime (pirolisi) che consumano molta energia e spesso emettono gas serra.

In questo nuovo scenario, viene utilizzato un catalizzatore specifico che, attivato dalla luce solare, riesce a spezzare i resistenti legami carbonio-carbonio del polietilene. Il catalizzatore opera a temperatura ambiente, ossidando la plastica e convertendola selettivamente in acido acetico in pochi giorni.

L’acido acetico ottenuto non è solo un sottoprodotto, ma una materia prima dal valore industriale immenso: è essenziale nella produzione di solventi, tessuti, prodotti per la pulizia e persino nell’industria alimentare dato che è l’ingrediente fondamentale per l’aceto da cucina che usiamo ogni giorno.

Trasformare un materiale che impiegherebbe secoli a degradarsi in una risorsa chimica pregiata cambia radicalmente il concetto di “rifiuto”. Se scalata a livello industriale, la fotocatalisi potrebbe trasformare ogni impianto di smaltimento in una bioraffineria alimentata dal sole, rendendo la plastica una vera e propria risorsa rinnovabile.

Gestione cookie